SAN GIULIANO MILANESE 16/02/2009 - E' un commento duro quello dell'associazione 100%Animalisti sul caso dei cuccioli sequestrati a San Giuliano Milanese, provenienti dall'est Europa. Lo pubblichiamo integralmente:



"Con la presente, l'associazione 100% Animalisti vuole comunicare la propria posizione circa gli sviluppi sulla sorte dei cuccioli illegalmente importati dall'est Europa, intercettati dal corpo forestale carabinieri a S.Giuliano (Mi) e ora in affido in provincia di Milano.



Ancora una volta, vogliamo fermamente ricordare che la prima causa di sofferenza e sopruso ai danni dei centinaia di cuccioli, che ogni mese varcano i nostri confini in modo più o meno illegale, è da ricercarsi nella continua sete di razze pure da parte della popolazione.



Apprendiamo, con amara soddisfazione, la notizia che sono già arrivate centinaia di migliaia di richieste di adozione per questi cuccioli e nei giorni precedenti centinaia di famiglie si sono messe in fila presso il canile per poter accaparrarsi un cucciolo.



A loro non sembrava vero riuscire ad avere un cucciolo di razza pura, senza spendere un euro e parallelamente crogiolarsi nell'aver fatto un opera buona nei confronti dei poveri cuccioli sofferenti; ma in realtà noi ci chiediamo DOVE sono tutte queste persone quando si tratta di salvare dalla prigionia a vita cuccioli che nascono e vivono dietro le sbarre di un canile per anni?



Noi ci chiediamo perchè le “grandi” associazioni, che si sono, in questa occasione, fortemente adoperate in favore dei cuccioli sequestrati, stimolano i media solamente quando sono certi di creare un interesse diffuso e facili nuovi sostenitori, invece che sensibilizzare in modo deciso e onesto sui danni causati dal continuo desiderio di animali di razza da parte della gente ?



Si continua a parlare di allevamenti lager sparsi in tutto il territorio nazionale, ma mai si afferma chiaramente che se le persone la smettessero di supportare la compravendita di animali in negozi e allevamenti più o meno amatoriali, il problema sarebbe presto risolto. Si continua a urlare allo scandalo per l'importazione di cuccioli dell'est, ma mai si denuncia che a ogni offerta corrisponde sempre una domanda diffusa.



100% animalisti dice da sempre NO a qualsiasi allevamento, a compravendita di esseri senzienti e a qualsiasi razza artificiosamente creata e supportata dall'uomo e unicamente per l'uomo".



Fonte: Cronaca qui

La ricerca con animali per guarire mia figlia malata

Posted on 05:56
Mi chiamo Maddalena e sono la mamma di una bimba di 9 anni con sindrome genetica rara, la sindrome di Rett. Un anno fa davanti all'Insubria (di Busto Arsizio ndr) c'è stata una manifestazione contro l'utilizzo degli animali. Dove io stessa mi era fermata con assoluta determinazione e senza nessuna strumentalizzazione da parte dell'Insubria. Mi sono fermata di MIA iniziativa.
C'è stata una BELLA discussione sull'utilizzo degli animali in ricerca.

Mi sono stancata... io ho bisogno della ricerca per GUARIRE un giorno mia figlia, nata apparentemente sana e ora disabile gravissima. L'unica mia speranza è la ricerca... che vada avanti... e soprattutto guarisca mia figlia.

Ci vogliono i topi e che si usino...visto che il loro cervello è simile al nostro. Io sono CONTRO chi non vuole utilizzare il topo... ribadisco che come ho detto allora... metterei io stessa la mia vita nella sperimentazione pur di guarire mia figlia! Come del resto fanno in America...ovviamente pagati e sono volontari... l'ho detto anche agli animalisti!
RIBADISCO CHE NON SONO STATA STRUMENTALIZZATA DA NESSUNO LA REAZIONE CHE HO AVUTO L'ANNO SCORSO LA RIFAREI ANCHE ORA!
Che sia chiaro visto che ho saputo che secondo gli animalisti io sono stata strumentalizzata dall'Insubria.... è stata una MIA reazione di madre con una bimba che ha una malattia genetica rara.... e per guarire ha-avrà bisogno della sperimentazione sui topi!!

Fonte: Varese News

Animalisti contro la mostra a Torino

Posted on 09:41
A causa delle polemiche degli animalisti salta l'inaugurazione della mostra prevista alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Si tratta della mostra di Abdel Abdessemed «Le Ali di Dio», destinata, a far discutere. La mostra vuole raccontare, per denunciarla, la violenza imperante sul pianeta, contro gli uomini e anche gli animali. Ma con un linguaggio scarno, feroce, teso a non nascondere la realtà.

Qui di seguito alcuni scatti della mostra.




















Fonte: La Stampa.it

I bocconi avvelenati ora uccidono le volpi

Posted on 07:34

L'incubo dei bocconi avvelenati è ricomparso nella Bassa. Così come era successo in passato con cani e gatti potrebbero essere state, infatti, delle esche killer a provocare la morte di alcuni esemplari di volpe trovati senza vita nella zona golenale dell'Adige, all'altezza di Vigo. L'ultimo episodio si è verificato domenica scorsa quando Giuseppe Guizzardi - un promotore finanziario che porta a passeggio ogni giorno i suoi cani sull'argine destro del fiume - è stato attirato dalla carcassa di un animale adagiata nella grande golena coltivata a ridosso dell'ospedale.
«Non appena mi sono avvicinato», racconta Guizzardi, che è anche presidente del Salieri jazz club, «mi sono reso conto che si trattava nuovamente di una volpe. E a quel punto mi è sorto qualche sospetto perchè già nei giorni precedenti mi ero imbattuto, suppergiù nella stessa area, in un altro esemplare della stessa specie per di più con la coda tranciata». «Siccome in tanti anni che frequento l'argine non mi era mai capitato nulla di simile», prosegue il musicista, «temo che questi episodi siano riconducibili a bocconi velenosi sparpagliati in giro da cacciatori o da contadini senza scrupoli per colpire uno scomodo predatore che si ciba anche di uccelli, di conigli ed altri animali da cortile». Quindi, temendo per la sorte delle decine di cani che scorazzano in riva all'Adige al guinzaglio dei loro padroni, Guizzardi non ha esitato a segnalare il fatto alla polizia locale, al Wwf e al Servizio veterinario dell'Ulss 21 affinchè vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso. Sempre che l'avanzato stato di decomposizione dell'ultima bestiola rinvenuta dal promotore consenta all'Istituto zooprofilattico di intervenire. Nel frattempo, gli animalisti mettono in guardia i proprietari di animali che frequentano l'area tra Vigo e Villabartolomea «per evitare di contare altre vittime non solo tra le specie selvatiche ma anche tra quelle domestiche». «È necessario essere prudenti in quanto non è affatto da escludere», afferma Silva Soave, presidente del rifugio San Francesco di Villafontana, «che ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di avvelenamento imputabile a quei micidiali cocktail che stanno causando stragi in tutto il Veronese. Anche perchè questo è per le volpi il periodo riproduttivo e quindi il momento più propizio per eliminare uno scomodo concorrente». E a supporto della sua tesi l'attivista porta un'esperienza vissuta a Zevio. «L'anno scorso», riferisce Soave, «siamo intervenuti nella golena dell'Adige per recuperare tre cuccioli di volpe dopo che la loro madre era morta avendo ingerito un'esca velenosa».
Un appello alla massima cautela arriva anche da Fiorella Martini della Lav di Legnago che è in contatto con l'associazione veronese «No ai bocconi avvelenati». «Era da tempo», confida l'animalista, «che questo fenomeno deprecabile non si presentava nella nostra zona e la cosa ci preoccupa poichè l'argine è molto frequentato. Tuttavia, non mi stupisce che siano state prese di mira le volpi essendo animali cacciatori che danno fastidio».



Fonte: L'arena.it


La Guerra delle piume tra Svezia e Cina

Posted on 05:58


LIVORNO. In Svezia è in corso una campagna mediatica contro la crudeltà dell´industria cinese delle piume accusata di utilizzare in maniera crudele i volatili. Il maggior canale privato svedese, TV4, ha fatto servizi nei quali si dice che tra il 50% e l´80% dei 16 più importanti produttori di piume cinesi spiumano anatre e oche vive a causa della mancanza di volatili per rifornire il nuovo vorace mercato della carne cinese. La campagna, fatta in un paese che usa molti piumini, deve aver colto nel segno se la China feather and down industrial association (Cfdia) ha ottenuto uno spazio sull´agenzia ufficiale Xinhua per assicurare di aver utilizzato solo anatre e oche cinesi e che solo una piccolo parte dei volatili è stata spiumata viva per soddisfare delle richieste specifiche del Giappone.



«La Cfdia condanna l´abuso dei diritti degli animali. In Cina solo tra lo 0,1% e lo 0,3% dei prodotti della "piumeria" proviene da materiale "mietuto" che gli importatori giapponesi esigono sui loro ordinativi» spiega il vicepresidente dell´associazione imprenditoriale Yao Xiaoman. Resta il fatto che se i giapponesi chiedono piume tolte da animali vivi, i cinesi le forniscono.



La spiegazione sta forse in quello che dice Wilford Lieber, il presidente dell´International Down et Feather Laboratory (dfl): il "moisonnement" (lo spenna mento da vivo) in Cina è una volta e mezzo più caro che la produzione normale di piume che provengono dall´industria alimentare. «Lo strappamento superficiale delle piume di volatili viventi costa così caro che non è economico venderle su mercati che non hanno un´esplicita domanda in materia» dice Yao Xiaoman.



Quindi, forse gli svedesi hanno esagerato i numeri ma il fenomeno comunque esiste, la guerra mediatica (e probabilmente anche commerciale) si basa su una diversa sensibilità tra gli "animalisti" occidentali svedesi e quella mercantile dei cinesi pronti a soddisfare la domanda "insensibile" giapponese che crede che le piume strappate ad animali vivi siano più soffici, di qualità e che scaldino di più.


Fonte:
Green Report


ROMA - Animali vivi alla mostra 'Darwin 1809-2009' ed è bufera. La Lav-lega anti vivisezione sostiene infatti che la presenza di iguane verdi, armadilli e tartarughe "violerebbe il regolamento comunale a tutela degli animali e potrebbe anche configurare il reato di maltrattamento di animali". Per questo l'associazione "diffida il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’assessore alle Politiche culturali Umberto Croppi e l’azienda speciale Palaexpo palazzo delle esposizioni, nella persona del presidente Ida Granelli, dall’esporre animali presso la mostra Darwin 1809-2009”.


La Lav si appella al regolamento comunale a tutela degli animali: questo "vieta la detenzione, il commercio e l’immissione in natura su tutto il territorio comunale di animali alloctoni ad eccezione dei centri autorizzati in base a leggi nazionali e regionali e del Bioparco”. Il divieto si applica a “qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche". Questa disposizione si estende a fiere, mostre di animali, esposizioni, concorsi, sagre, manifestazioni itineranti, spettacoli in strada ad eccezione di quelle senza fine di lucro autorizzate. In caso di contravvenzione al Regolamento, “viene disposta la sospensione immediata dell’attività e quindi definitiva, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa”.


Per la Lav-lega anti vivisezione “la forza del messaggio darwiniano non può essere calpestato da eventuali violenze sugli animali, né questi devono essere sviliti e ridotti al pari di belle statuine in mostra". Gli animalisti dicono "certi che anche Darwin oggi chiederebbe il rispetto di questi animali che, per loro natura, hanno esigenze specifiche di movimento, alimentazione, temperatura, e potrebbero subire stress e paura a causa della presenza dei visitatori".


La Lav lamenta che "assoggettare tutto questo alle esigenze di una pur importante mostra dedicata a uno scienziato, non è coerente con le regole che la capitale si è data e non aggiungerebbe nulla all’opera di Darwin". In alternativa, suggerisce, "si possono utilizzare filmati o altre riproduzioni in grado di rappresentare o simulare le teorie dello scienziato, che indubbiamente sarebbero graditi dai visitatori, molti dei quali saranno giovani studenti per i quali il rispetto degli animali deve essere un valore da poter apprezzare anche in una mostra”.


10 febbraio 2009



Fonte:
Agenzia dire




TORINO
A causa delle polemiche degli ambientalisti salta l’inaugurazione prevista per domani alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino della mostra di Abdel Abdessemed "Le Ali di Dio", destinata, già si sapeva, a far discutere, ma non fino a tal punto. La mostra vuole raccontare, per denunciarla, la violenza oggi imperante sul pianeta, contro gli uomini come contro gli animali. Ma con un linguaggio scarno, feroce, teso a non nascondere la realtà.

Proprio come avviene nel video installazione stigmatizzato dagli ambientalisti "Don’t trust Me" (Non fidarti di me), del 2007, composto di sei filmati su altrettanti monitor. Scene lunghe pochi secondi ma tremende: viene mostrata l’uccisione tramite un colpo di martello alla testa di 6 animali, una pecora, un cavallo, un bue, un maiale, una capra e un cerbiatto. Le riprese sono state realizzate in un mattatoio messicano, in cui questi animali sono allevati per essere macellati e venduti. «Nei video l’atto dell’uccisione resta però isolato dal contesto, reso ambiguo nelle sue motivazioni e nei suoi effetti - si legge in una nota diramata dal museo - per questo l’opera rimanda a un’idea astratta della violenza, ponendo in questione il modo in cui questa viene rappresentata e percepita».

La mostra è a cura di Francesco Bonami. Domani la Fondazione deciderà sul da farsi. Il video incriminato era già stato esposto, con problemi analoghi, a San Francisco, mentre a Grenoble, alcuni mesi fa tutto filò liscio.



Fonte:
La Stampa