Domenica 18 marzo a Tonco (Asti) verrà effettuata la tradizionale "giostra del pitu", definita un "vanto" dai suoi abitanti, ma definita invece una vergogna ed una barbara tradizione da parte dei 100% animalisti, alcuni dei quali l’altra sera hanno tappezzato il paese (e la casa del sindaco) con striscioni di protesta e manifesti contro la “giostra del pitu”.
"TONCO LA VERGOGNA DEL NORDOVEST. NO ALLA GIOSTRA DEL PITU!"
"AL POSTO DEL TACCHINO BASTA UN MANICHINO. MA LA VOSTRA IGNORANZA E’ DEGNA DELLA VOSTRA TRACOTANZA!"
"SINDACO GIANCARLO IL MEDIOEVO E’ FINITO! PERCHE’ RIEVOCARLO?" (questo striscione è stato affisso sul muro della villa del sindaco Giancarlo Catorzo)
“TONCO VERGOGNA!”…
…sono i titoli dei manifesti affissi dagli attivisti dell’Associazione “100% animalisti” del settore nord-ovest.

Sotto le immagini degli amici di 100%animalisti:


Fonte: InAlessandria












Nonostante le buone intenzioni mostrate nelle settimane scorse quando siamo intervenuti presso l'amministrazione locale per la sostituzione del povero tacchino, la manifestazione di Tonco 2009 non ha mostrato alcun miglioramento in merito ed è quindi stata opportunamente contrastata dagli animalisti. Qui nel seguito la cronaca de La Stampa di oggi.
E.M.

TONCO (Asti)
Salendo per la ripida salita che porta alla piazza, si sentono già le urla, i fischi, la rabbia. «Assassini, vergognatevi». Una cantilena minacciosa che non promette niente di buono. La piazza è affollata di gente. In un angolo, sventolano bandiere nere con teschi: sono una cinquantina di attivisti dell’associazione «100% animalisti». Tutt’intorno uno schieramento di carabinieri e polizia. Accadeva ieri a Tonco, un piccolo comune del Nord Astigiano (930 abitanti). Qui si deve correre l’antica Giostra del pitu...

Fino all’ultimo si pensa che quella provocazione sia solo grida e parole. Presto ci si deve ricredere: gli animalisti non si fermeranno agli slogan. Da anni, contestano quella pratica di infierire con i bastoni sul corpo di un tacchino morto fino a spezzargli il collo. Avevano chiesto di sostituirlo con un simulacro di stoffa (nella foto), ma niente: il paese si è ribellato. Dopo mesi, le trattative si sono rotte. E loro hanno annunciato che avrebbero bloccato quella dannata festa.

Cominciano con il rovinare il clima festoso: partono insulti e frasi ingiuriose contro il paese, l’Amministrazione e il sindaco Giancarlo Casorzo, colpevole, secondo gli animalisti, di non aver creduto fino in fondo alla «svolta». Durante la sfilata dei carri, si insultano con i figuranti: sono soprattutto i giovani a raccogliere le provocazioni. Un gruppo di tonchesi infatti ci tiene a difendere la propria festa. In paese la Giostra del pitu è vissuta come una grande tradizione, e le interferenze esterne non sono gradite.

Le forze dell’ordine sono costrette a intervenire. Torna la calma. Ma è un fuoco di paglia che si spegne quando il «pitu» vero viene sollevato a testa in giù in mezzo alla piazza: a fondo pista, fantini e cavalli si preparano a colpire il bersaglio con lunghi bastoni. La testa del tacchino è l’ambito trofeo. Parte la prima batteria. Alcuni animalisti invadono la pista. I poliziotti li contengono. Ma cominciano a scuotere le transenne. I cavalli si spaventano. Si teme per l’incolumità di fantini e spettatori. Interviene il sindaco: si avvicina al gruppo, scortato dal vice questore di Asti Gianfranco Vaccaneo. Prova a negoziare, ma viene cacciato.

L’assessore Giulio Ferrandi fa tirare giù il tacchino, gli incide il collo con un coltello. Così è più facile spezzarlo. Bastano otto colpi e la testa salta. Solitamente ce ne vogliono più di cinquanta. Il trofeo è del fantino Ivan Franco del rione Santa Maria Masulò. Sorride, sfoggia il suo trofeo, viene portato in trionfo dai sostenitori gialloverdi. Dedica la vittoria al cognato Emilio Sampietro, appassionato tifoso della Giostra, che ieri era ancora ricoverato in ospedale.

Alla fine, il pubblico se la prende con gli animalisti. «E’ tutta colpa vostra» urlano. Gli altri replicano: «L’avete voluto voi: siamo nel 2009, ma a Tonco c’è ancora le barbarie del Medioevo». Si lanciano bottigliette d’acqua. Una colpisce in testa un’attivista dell’associazione. Timidamente qualcuno dice che forse era meglio adottare il simulacro.

Gli animalisti lo avevano anche fatto costruire: un pitu di gomma curato nei minimi dettagli anche estetici (ha piume, zampe, persino i bargigli). Si erano accollati i costi: oltre 2500 euro. Ieri, se lo sono ripresi. Lo riporteranno a Milano. E sarà in buona compagnia: insieme al tacchino, stavolta vero, usato per la sfilata. Sindaco e abitanti non volevano cederlo; senza pitu gli animalisti non se ne andavano. In piazza, si rischia di nuovo. E allora il vice questore dispone il sequestro di gabbia e animale. Ieri sera, il pitu è arrivato a Brescia, ospite di una casa di accoglienza per animali salvati dal macello. Lui vivrà. La Giostra del pitu non si sa.

(fonte laZampa.it - LaStampa.it 16-03-2009 - Enrico Moriconi)

L’Associazione italiana difesa animali ed ambiente ha deciso di sporgere denuncia contro una persona residente nella zona compresa tra le province di Parma e Reggio Emilia che lo scorso 15 febbraio 2009 ha pubblicato un annuncio su un sito internet con il quale cerca: “Padrone di cane per prove animal sex”. Lo stesso personaggio nel suo annuncio scrive testualmente: “ciao sn un machio di 46 anni, zona Parma Reggio Emilia, cerco qualcuno che mi faccia provare il suo cane vorrei provare l'animal sex, se sei interessato lascia un messaggio che ci sentiamo su messenger cosi ci accordiamo”.

L'Aidaa ha deciso di rivolgersi alla procura per chiedere anche l’o scuramento del sito in questione oltre che per denunciare colui che ha pubblicato l’annuncio per istigazione al maltrattamento di animali in violazione della legge nazionale 189/2004 in cui è prevista: “la pena della reclusione da tre mesi ad un anno o una multa da 3mila a 15mila euro per chi cagiona una lesione ad un animale, un danno alla salute, o sevizie o comportamenti, fatiche, lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Aumento della metà se deriva la morte dell'animale.”
L'Aidaa da tre anni sta monitorando attraverso i suoi esperti la rete web proprio allo scopo di individuare e denunciare annunci che prevedono proposte od offerte di sesso con animali. Fino ad oggi sono state trentuno le denunce fatte da Aidaa in questi anni contro persone che proponevano sesso a pagamento con animali, la maggior parte delle quali in Lombardia.

“E’ la prima volta che ci imbattiamo in un simile annuncio tra l’a ltro pubblicato su un sito di annunci non a carattere prettamente hard e quindi facilmente accessibile anche dai bambini - dice Lorenzo Croce, presidente di Aidaa - quando all’indirizzo di posta elettronica del tribunale degli animali è arrivata questa segnalazione non potevo crederci, dopo aver visitato il sito ed aver riscontrato che si tratta di un annuncio reale ho deciso di denunciare questo depravato per istigazione al maltrattamento di animali e chiederemo alla magistratura di verificare anche la possibilità di oscurare questo sito o comunque di non permettere la pubblicazione di questi annunci. Ora abbiamo avviato un monitoraggio costante della rete per scovare e denunciare penalmente queste persone che definire contro natura è poco - conclude Croce - noi non abbiamo alcuna visione limitata delle scelte sessuali di ciascuno ma condanniamo e contrastiamo le forme di sesso con animali cosi come la pedofilia e tutte le forme di sesso violento, estorto e non consenziente e tra questi ci mettiamo ovviamente anche quello che vede coinvolti gli animali che certamente non sono felici di sottostare a giochino erotici di umani che definisco senza ombra di dubbio come persone pervertite”.

Fonte: La Repubblica Parma

Il popolo dei vegetariani

Posted on 04:15
Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, Ente nazionale protezioni animali, commenta: «È vero, a volte non siamo capiti. Ma spetta anche a noi comprenderne i motivi. Essere animalista e rapportarsi con chi si definisce tale, vuol dire innanzitutto non diventare isterici, né insopportabili o autoreferenziali. L’estremismo fa male agli animali e mette in cattiva luce il nostro mondo».
9 marzo 2009 - Maria Paola Gianni
Fonte: libero


Animalisti: determinati, disinvolti e agguerriti, in trepida difesa dei propri beniamini. A volte tacciati di estremismo, possono suscitare reazioni opposte e non essere compresi anche se in buonafede per la nobile causa. A ironizzare su di loro, è una degna rappresentante: Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, Ente nazionale protezioni animali, che commenta: «È vero, a volte non siamo capiti. Ma spetta anche a noi comprenderne i motivi. Essere animalista e rapportarsi con chi si definisce tale, vuol dire innanzitutto non diventare isterici, né insopportabili o autoreferenziali. L’estremismo fa male agli animali e mette in cattiva luce il nostro mondo».
Ben venga, dunque, la difesa dei non umani, ma attenzione a non rischiare di essere fraintesi. Se, dunque, animalismo vuol dire convincere le persone ad amare cani e gatti, a prendersi cura di loro, a mangiare vegetariano e a non portare le pellicce, va tutto bene. «Ma le persone vanno convinte, non provocate, altrimenti otteniamo la reazione contraria», aggiunge Rocchi, «non ho nessuna voglia di affermare con il mio comportamento è migliore di tanti altri, perché tutti noi prima di essere animalisti, non siamo stati tali. Quando tantissimi anni fa non ero vegetariana e mangiavo la carne, non pensavo di essere una delinquente».

L’estremismo fa male
Non c’è niente di peggio, dunque, che voler apparire diversi o migliori, rischiando di innervosire l’altro e di determinare, come si dice in fisica, una reazione uguale e contraria. «Ho scoperto dopo che non mangiare la carne è una cosa buona e santa per gli animali», precisa ancora Rocchi, vegetariana da 20 anni, «è un comportamento virtuoso, e il premio è una pelle migliore, a partire dal viso. Ma non esiste, in assoluto, un animalismo migliore di un altro. A me non importano le testimonianze, ma i risultati concreti». Insomma, la durezza ci vuole, ma va spesa quando davvero serve, nel caso di maltrattamenti o situazioni di pericolo. Altre volte, invece, va lasciato spazio al dialogo e soprattutto all’elasticità.Ma qual è il nesso tra animalismo e vegetarismo? Chi ama gli animali deve per forza essere vegetariano? Tutti i personaggi animalisti da noi contattati, si sono dichiarati vegetariani, o prevalentemente tali, quest’ultimi non hanno escluso di diventarlo al cento per cento, un giorno. Francesca Martini, ad esempio, sottosegretario alla Salute e protagonista di una sana impronta animalista nell’attuale governo, non è vegetariana, anche se ha precisato di mangiare «pochissima carne. Frutta e verdura costituiscono il 90 per cento della mia dieta». È proprio lei la paladina delle associazioni di protezione animali, lo dimostra il fatto che il suo ufficio per loro è sempre aperto. «È un passo storico che ha compiuto il nostro Paese», commenta lei, «da quando sono al ministero sono entrate anche queste associazioni, settimanalmente sedute al tavolo con me. Tra noi c’è un rapporto diretto, io condivido con loro il sentimento che la protezione degli animali è un fatto di civiltà irrinunciabile in una nazione». D’altra parte la stessa Indira Ghandi disse che «il grado di civiltà di un popolo lo si capisce dal modo in cui tratta gli animali».

Il problema del randagismo
Ecco perché le amministrazioni, chi più, chi molto meno, da anni cercano di formulare regolamenti di difesa e tutela degli animali, per non parlare della disapplicazione e vetustà della legge 281 del 1991 sul randagismo. «Le amministrazioni locali sono tenute a occuparsi di animali in base a leggi nazionali e regionali», spiega Gianluca Felicetti, presidente della Lega Anti-Vivisezione, vegetariano da trent’anni anni e vegano da sei, «ogni sindaco è proprietario giuridico di tutti gli animali vaganti non di proprietà nella sua città. È un atto dovuto per legge. Ormai, quasi una famiglia su due vive con un animale e sempre più persone vogliono veder regolato questo loro rapporto».

I Comuni all’avanguardia
Tanto di cappello, dunque, alle amministrazioni locali che hanno aperto gli uffici diritti animali, il primo in Italia è stato istituito dal Comune di Roma nel 1994. Ben vengano i regolamenti di tutela, per lo più in vigore nelle città del centro-nord, con qualche eccezione al sud. «Normative che sono fondamentali, perché come dice l’Eurispes, nelle nostre case vivono oltre quattordici milioni tra cani e gatti, gli animali fanno sempre più parte di noi», rincara la dose il veterinario Federico Coccia, consulente tecnico del ministro della salute e del comune di Roma, e «non ancora vegetariano», come dice lui stesso, «anzi, per la verità mangio poco e soprattutto insalate». Anche Coccia difende a spada tratta le associazioni animaliste e di volontariato: «Sono una grande risorsa del Paese, formate da persone competenti in materia, sono un valore aggiunto per chi tratta questi argomenti, nei quali anche la figura del veterinario assume un ruolo centrale per il benessere dei nostri beniamini». E se il randagismo oggi non si riesce a sconfiggere, o comunque a limitare, è dovuto alle poche risorse messe a disposizione per combatterlo. Secondo Gianni Mancuso, deputato Pdl e presidente dell’Enpav, l’Ente previdenziale di 25mila veterinari italiani, «sono poche le risorse messe a disposizione per la cattura e detenzione nelle strutture di accoglienza, che specie nel sud Italia finiscono per diventare dei lager. Bisognerebbe destinare più fondi alle sterilizzazioni e all’anagrafe animale. Quanto agli uffici di tutela, esistono esperienze molto valide nel centro-nord, diversamente dal sud».Altro risvolto negativo che neutralizza le sterilizzazioni sono le fabbriche di cuccioli nei campi rom, usati per chiedere l’elemosina. «È un’assurdità, un’ulteriore piaga», commenta il presidente Enpav, «animali che vengono fatti riprodurre per partorire teneri batuffoli da usare per l’accattonaggio, poi abbandonati dopo pochi mesi, quando ormai non sono più attraenti». Lo stesso Mancuso si definisce «animalista e zoofilo convinto», quanto alla sua dieta, precisa: «non cerco particolarmente la carne, volentieri mi butto sul vegetale, per me essere animalista vuol dire che il mondo non è solo dell’uomo, ma anche degli altri esseri viventi senzienti».Il nesso, dunque, tra chi ama gli animali e mangia meno carne, o addirittura per nulla, c’è. Eppure non si perde occasione per ridicolizzare o attaccare chi preferisce essere vegetariano. «Siamo una categoria che punta a diventare maggioranza», avverte Gianluca Felicetti, Presidente Lav, «io stesso ho un figlio di 13 anni che non ha mai mangiato né carne, né pesce, è in piena forma, e ha potuto seguire la sua dieta anche nella scuola dell’obbligo, grazie alla scelta vegetariana del Comune di Roma».

L’orgoglio dei vegetariani
Dopo il successo nella Capitale, quest’anno si celebra la seconda edizione del “Veggie Pride” (www.veggiepride.it), ossia il giorno dell’orgoglio vegetariano. La manifestazione si svolgerà il 16 maggio a Milano, in contemporanea con il corteo francese che si terrà a Lione, dove è arrivata alla sua nona edizione. Solo in Italia, secondo l’Eurispes, il popolo dei vegetariani supera i sei milioni e nel 2050 potrebbe arrivare a 30 milioni.Ma quali sono i principi che tanto fanno innervosire i carnivori? Che poi, carnivore, come dicevamo, sono anche le persone che amano gli animali, che i vegetariani però preferiscono definire “zoofili”, piuttosto che animalisti. Parola della vegana Ilaria Ferri, direttore scientifico degli Animalisti Italiani onlus: «Chi è animalista è vegetariano, diversamente è uno zoofilo». Per quale motivo? «Perché l’animalista non può essere specista, non può riconoscere dei diritti a gatti e cani e negarli ad agnelli, mucche e conigli», replica Ferri. «È lo stesso discorso dei cinesi che mangiano i cani. Come fa a giudicarli chi si ciba di vitelli e polli? Come si fa a decidere che mangiare certe specie è normale, mentre con altre è sbagliato, anzi, è addirittura scandaloso?».Una bella domanda, qual è, infatti, la discriminante che differenzia la possibilità di un animale di essere mangiato o coccolato? Chi è che può decidere quando è commestibile? La tradizione popolare? Sembra ridicolo, eppure è dimostrato che un maiale è assai più intelligente di un cane o di un gatto, e apprende con molta più facilità il gioco e l’insegnamento. Ma chi ha mai pensato di allevare un maiale come animale d’affezione? Certo, non conoscere chi si sta mangiando è molto più facile. Ma se si entra in un rapporto affettivo, le cose si complicano non poco. Anche per i carnivori spinti.

Le previsioni di Leonardo
Ad esempio, il termine “vinciano”, dal nome di Leonardo da Vinci, viene utilizzato anche per definire i bambini che provano affetto verso un animale, tale da ritenere assurdo di doverlo mangiare. Proprio il grande Da Vinci, vegetariano doc, rinnegò la carne dalla sua dieta. Celebre la sua frase: «Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto...». Il buon Da Vinci considerava i corpi degli umani delle “tombe degli animali”, dei sarcofagi. E proprio Franco Battiato ha scritto la canzone “Sarcofagia”, che riprende, appunto, lo stesso concetto. Anche secondo il noto cantautore non possiamo essere le tombe degli animali, perché la nostra vita non può rappresentare la morte per altri. Per l’economista americano Jeremy Rifkin l’unica possibilità per il futuro del pianeta è la rivoluzione vegetariana, che risolverebbe la fame nel mondo. Rifkin denuncia la deforestazione dell’Amazzonia. D’accordo con lui è anche il vegetariano e noto oncologo Umberto Veronesi, già ministro della Salute, acerrimo sostenitore della dieta priva di carne per l’uomo, perché discende dalla scimmia, erbivora. Lui stesso ha dichiarato che «il 50 per cento dei cereali e il 75 per cento della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali d’allevamento. L’America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l’Austria». Secondo un rapporto della Fao, il bestiame, che occupa il 26 per cento del pianeta, genera il 18 per cento dell’emissione dei gas serra, più di quelli prodotti dai trasporti e dall’inquinamento, responsabili del 14 per cento.

I sentimenti degli animali
Memorabili anche altre frasi celebri di vegetariani e animalisti, come Pitagora, Plutarco, Schopenhauer, Einstein e molti altri. Fa riflettere l’osservazione del filoso ed economista inglese Jeremy Bentham: «Il problema degli animali non è “Possono ragionare?”, né “Possono parlare?”, ma “Possono soffrire?”». Forse, comunque, un modo per diventare tutti, o quasi, vegetariani ci sarebbe. Basta citare la frase di Plutarco: «Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o a una scure. Fa come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano...».

Fonte: Vegetariani.it

Anche i sedicenni a caccia con il fucile

Posted on 06:11

Fucile in mano anche ai sedicenni, questa la più radicale delle proposte di modifica dei regolamenti sulla caccia contenute nel disegno di legge che verrà presentato oggi dal senatore pdl Franco Orsi. Il pacchetto normativo prevede l’introduzione di un foglio rosa che permetterà ai minorenni che avranno compiuto il sedicesimo anno di età di provare l’esame di abilitazione venatoria. Superata la prova sarà possibile ricevere dalla questura un attestato di tirocinio sul quale però dovranno essere tassativamente indicati i nomi di tre accompagnatori forniti, da almeno 5 anni, della licenza di caccia. I giovani cacciatori potranno sparare solo in presenza uno di questi tre “tutor” ed unicamente con le loro armi, non gli sarà infatti permesso ne l’acquisto ne la detenzione di un fucile da caccia.
A far vibrare le proteste degli animalisti non è però soltanto questo provvedimento, la lista delle modifiche all’attuale legge sulla caccia proposta dal senatore Orsi è infatti molto più lunga. In particolare ad allarmare è l’articolo che modifica i limiti imposti all’utilizzo di “uccellini da richiamo”, uccellini vivi tenuti in delle gabbiette che servono al cacciatore come esca per attirarne altri, aprendo a un loro utilizzo illimitato. Sparirà inoltre l’anellino sulla loro zampa usato per identificarli. «in particolare l’eliminazione dell’anellino – denunciano gli animalisti - permetterà ai cacciatori disonesti di spacciare le prede in sovrannumero per esche».
Wwf, Legambiente e Lipu hanno creato un gruppo di lavoro per chiedere di modificare il testo, al quale hanno aderito anche le associazioni degli agricoltori e alcune delle associazioni dei cacciatori.



Fonte: Varese news

100% animalisti in azione a Montegrotto contro Casarin

Posted on 06:10
Riceviamo e pubblichiamo da 100% animalisti:
La scorsa notte è scattato il secondo blitz dei nostri attivisti, contro il presidente della provincia Vittorio Casarin. Sono state tappezzate la sede di Forza Italia (partito di Casarin) in viale dell’industria a Padova, la sede della federazione caccia Italiana in via Turazza a Padova e la sede dell’associazione libera caccia in via Castello a Montegrotto Terme. Con queste azioni, centopercentoanimalisti intende “pressare” il presidente della provincia Vittorio Casarin, reo di aver approvato la settimana scorsa, un’ordinanza per far uccidere a fucilate le povere nutrie….
L’ordinanza di Casarin in realtà, è solo un favore del presidente della provincia Padovana ai cacciatori, quest’ultimi infatti, avranno la possibilità di sparare tutto l’anno indisturbati ai poveri animali. Le nutrie, non dimentichiamolo, sono state introdotte nel territorio dagli allevatori di pelliccia, non dagli animalisti come si vorrebbe far credere…… tesi che potrà essere confermata da qualsiasi veterinario onesto di zona….
Le azioni di protesta contro Vittorio Casarin, continueranno senza soste fino a quando l’ordinanza non verrà ritirata.

Fonte: Padova 24 ore.it

Messaggio di Claudia Sgarzi - Sezione UNA di Asti del 20/02/2005

Cari amici animalisti,

Vi comunico che anche quest'anno, Domenica 20 Marzo a Tonco, in
provincia di Asti, si svolgera' una Giostra "Medioevale" durante
la quale degli uomini a cavallo, muniti di bastoni, correranno
avanti e indietro cercando di colpire un tacchino appeso ad una
fune a testa in giu', che verra' assassinato a tal uopo, solo per
divertimento, fino a che dopo veri tentativi il povero animale
verra' decapitato.
Lo spettacolo e' orribile e disgustoso mentre il Sindaco, alla
Giunta comunale ed agli abitanti di Tonco piace moltissimo e non
vogliono saperne di rinunciare a questa loro tradizione.

Abbiamo raccolto oltre 5000 firme per una petizione contro l'uso
dell'animale, in parte consegnata al Sindaco di Tonco e
contemporaneamente al Prefetto di Asti, se volessimo potremmo
raccoglierne altrettante durante i nostri tavoli animalisti.

Moltissimi insegnanti hanno scritto al Sindaco ed alle redazioni
dei giornali denunciando la crudelta', l'insensibilita' e la
diseducazione di tale manifestazione.

Abbiamo scritto alla Regione Piemonte, al Prefetto, alle Asl che
concordavano con noi, a nulla e' valso, il Sindaco di Tonco
continuera' anche nel 2005 la sua barbara Giostra.

Pertanto, e' organizzata una
MANIFESTAZIONE DI PROTESTA PER DOMENICA 20 MARZO ALLE ORE 13.30

Vi prego dobbiamo essere uniti e numerosi, passate parola...,
portatevi appresso cartelli, manifesti, trombette, fischietti,
campanacci, ecc., ecc..

Prendete l'autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia, uscita Asti Est,
direzione Asti, Casale Monferrato, dopo Castell'Alfero sulla
sinistra uscite e seguite la direzione per Tonco. Salite in alto
del paese, il raduno alle ore 13,30 sul piazzale del parco giochi
dietro al municipio.

Srivete al Presidente della Regione Enzo Ghigo.
e-mail: presidente at regione.piemonte.it

Come sapete tra breve ci saranno le votazioni per eleggere i
Presidenti delle Regioni, le vostre e-mail contro "la Giostra del
Pitu" potrebbero essere utili.

Presidente della Provincia di Asti: Roberto Marmo.
e-mail: marmo at provincia.asti.it
Costui fu ospite d'onore alla Giostra di Tonco invitato dal Sindaco
Casorzo Giancarlo.

Comune di Tonco - e-mail: tonco at reteunitaria.piemonte.it
NB: questa mailbox in questo momento e' piena e i messaggi tornano
indietro, ma magari lunedi' la svuotano...

Sindaco di Tonco: Giancarlo Casorzo - e-mail: casorzog at libero.it
Presidente Pro Loco: Enrico Boano - e-mail: e.boano at comune.asti.it

Giornali:
"LA STAMPA" pagina della Provincia di Asti - e-mail: asti at lastampa.it
"LA NUOVA PROVINCIA" - e-mail: d.peira at lanuovaprovincia.net
"GAZZETTA D'ASTI" attenzione: Marco Pozzo - e-mail:
gazzettadasti.segreteria at tin.it
"CORRIERE" - e-mail: asti at ilcorriere.net

Ricapitolando, tutti gli indirizzi e-mail a cui scrivere sono:

marmo at provincia.asti.it, tonco at reteunitaria.piemonte.it,
casorzog at libero.it, asti at lastampa.it, d.peira at lanuovaprovincia.net,
gazzettadasti.segreteria at tin.it, asti at ilcorriere.net,
e.boano at comune.asti.it

oppure, coi ";"

marmo at provincia.asti.it; tonco at reteunitaria.piemonte.it;
casorzog at libero.it; asti at lastampa.it; d.peira at lanuovaprovincia.net;
gazzettadasti.segreteria at tin.it; asti at ilcorriere.net;
e.boano at comune.asti.it

Scrivete per favore un messaggio personale!

Messaggio-tipo:

Mi unisco alla protesta contro la crudele usanza di ammazzare un
tacchino in occasione della festa a Tonco.
Queste usanze crudeli non possono trovare spazio al giorno d'oggi: si
sostituisca l'animale con un pupazzo di stoffa, la festa sara' uguale, e
nessuno dovra' morire per il divertimento altrui!

Distinti saluti